“Erano in uno stato di ‘eccezione’, e facevano quello che potevano. Era un modo per dare un ‘senso’ al vuoto di quelle giornate, facendo qualcosa di ‘buono’ e di utile; e nello stesso tempo si creava una ‘comunità’ tra persone di diversa provenienza e ceto sociale, che mai si sarebbero ritrovati in uno stesso luogo, in tempi normali.”

Come tante cose che si ripetono nel mondo della scuola senza veramente capirle, è diventato un mantra di ogni teoria educativa che il compito della scuola deve essere quello non di riempire la testa di nozioni, quanto piuttosto di insegnare a pensare bene, con la propria testa, di insegnare il pensiero critico ( comunque declinato), l’arte del dubbio ecc. Ma cosa vuol dire questo in concreto?