Le tecnologie digitali, come il telescopio galileiano sono strumenti neutrali: con un cannocchiale ci puoi spiare la signora dell’appartamento di fronte, o puntarlo verso il cielo per scoprire le meraviglie dell’universo. La stessa cosa puoi farci con un computer o uno smartphone. Se diamo un computer ad un ignorante perditempo al più lo utilizzerà per andarci su Fb o navigare sui siti porno! Se diamo un computer ad un professionista o a uno scienziato ne farà un uso cognitivamente e operativamente diverso.

Una decina di docenti scoraggiati, delusi, critici (in ogni scuola ce n’è sempre qualcuno) ed ecco fatto l’articolo di colore sulla scuola, triste e lamentoso, pieno di recriminazioni sulla società brutta e cattiva, ingiusta contro i poveri insegnanti, su ragazzi storditi dai videogiochi e dagli smartphone, sui politici sordi e ciechi, a tutt’altro interessati.

Dopo alcuni anni di sperimentazione di uso di piattaforme social, didattica capovolta, didattica per progetti, di cooperative learning e di Digitale in classe ho provato a vedere cosa ne pensavano veramente i ragazzi di queste “innovazioni”. Invece di chiederglielo direttamente, per evitare qualsiasi possibile forma di timore o di piaggeria, ho pensato di fare un’indagine rigorosamente anonima