Studenti “criticamente” poco attrezzati

Quante volte ci capita di leggere qualcosa in modo veloce e di fraintendere ciò che viene asserito da chi parla o scrive? Sempre più spesso, come habitués dei Social o della Rete siamo messi di fronte ad una quantità sempre maggiore di testi da leggere, testi a cui dedichiamo per lo più una scorsa veloce, con quali rischi per la comprensione effettiva è facile vedere o immaginare. Questa abitudine, sempre più diffusa fra i nostri studenti, rischia di trasferirsi ( forse lo è già da tempo) nella scuola, peggiorando una situazione già precaria.

Insegnamento della Filosofia e Critical Thinking

Acquisito che lo studio nozionistico della storia della filosofia non forma pensatori più critici e autonomi, la didattica della filosofia a partire dalla fine degli anni ottanta ha puntato molto sulla lettura diretta dei testi. come via maestra per insegnare a filosofare e, quindi, a pensare in modo autonomo e critico. E’ diventata quasi un’ovvietà, tanto da farla passare dallo stato di teoria a quello di un vero e proprio dogma. Ma si tratta di un dogma indimostrato.

Il lettore “competente”

“sapere l’Italiano è ragionare”, anche se non nel senso che “se sai ‘l’italiano’ ragioni meglio”, quanto, piuttosto, invertendo la causa con l’effetto, che “se sai ragionare, allora leggi e scrivi meglio” (anche in italiano)

Povertà logica e povertà linguistica

Comprendere e produrre ragionamenti articolati linguisticamente ha un prerequisito fondamentale, banale forse, ma che è il fondamento per ogni possibile discorso: per poter ragionare e comprendere ragionamenti dobbiamo essere parlanti esperti di una lingua, posto che, quando ragioniamo, traffichiamo con enunciati linguistici.

Insegnare il pensiero critico con la tecnologia

Pochi puntano l’attenzione sul fatto che in Italia manca un insegnamento specifico puntato sull’apprendimento di quelle conoscenze e abilità (di logica e di retorica) che costituiscono il fondamento di quelle che, genericamente, chiamiamo competenze logico-argomentativee che stanno alla base non solo della capacità di decodifica delle argomentazioni altrui, ma anche della capacità di valutarle e di produrne in modo autonomo.

L’emergenza Logica

... Ma certo la scuola dovrebbe fare il suo. L’abitudine a chiedere opinioni soggettive invece che argomentazioni ben fondate e documentate, come si fa con i temi di italiano, è poco formativo. L’educazione alla tolleranza va bene, ma non deve essere scambiata con l’idea che tutte le opinioni siano sostenibili allo stesso modo o siano vere per chi le crede.

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