Su Green Pass e ‘discriminazioni’

Il Green pass è un provvedimento che limita , in parte (posto che in alternativa al GP si può accedere ai servizi pubblici interessati, facendo un tampone), la libertà di una parte degli Italiani (quelli che non hanno fatto il vaccino anti Covid-19) rispetto alla possibilità di accedere ad alcune tipologie di Beni (uso di mezzi pubblici, accesso a luoghi pubblici di vario tipo, accesso a eventi e servizi culturali ecc.).

Il Pass, in quanto limita la libertà di alcuni e forza (in modo indiretto) a un trattamento sanitario, pone questioni giuridiche, etiche e politiche importanti: il pass è coerente con le  norme e i principi fondamentali? È un cittadino ‘moralmente’ tenuto a vaccinarsi? Si può, anche se indirettamente, ‘obbligare’ qualcuno ad un trattamento sanitario che non  vuole? Può uno Stato, una Comunità imporre, attraverso i suoi legittimi organi di governo restrizioni alla libertà individuale e discriminare tra chi può e chi non può accedere ad alcuni Beni? È compatibile la ‘coercizione’ con la Democrazia? È compatibile la ‘discriminazione’ con la Democrazia? Qual è la soglia oltre la quale un governo democratico diventa dispotico e una Democrazia ‘Dispotismo’ (seppur della maggioranza)?

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