Prof., cosa fanno oggi i filosofi?

Viviamo nel culto del passato perdiamo di vista il presente e non pensiamo al futuro. Stiamo costantemente con la testa girata all’indietro. Ci appassioniamo a domande e problemi morti e sepolti; a risposte date in tempi, luoghi e contesti lontani anni luce dai nostri.

E non ci sarebbe niente di male in questo, se poi trovassimo anche il tempo di tornare al presente e di prepararci al futuro.Non è stato fornito nessun testo alternativo per questa immagine

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Cosa è importante per noi oggi? Le domande che i filosofi oggi si pongono sono le stesse del passato? No, perché tante sono sparite dal nostro orizzonte di senso (penso alle domande che appassionavano tanto i teologi medievali, per esempio) ed altre di nuove se ne sono aggiunte, figlie del nostro tempo e del mondo che cambia.

Uno studente una volta mi ha chiesto: “Prof. esistono ancora i filosofi e di cosa si occupano oggi?” Quanti di noi insegnanti di filosofia, riescono ad arrivare a presentare in maniera decente qualche filosofo contemporaneo? E più ancora i temi e i problemi che interessano e appassionano i filosofi del nostro tempo?

A dare una scorsa all’ultimo tomo dei nostri sempre più ponderosi manuali di storia della filosofia quello che si trova è una carrellata panoramica, direi quasi da enciclopedia divulgativa, su alcuni temi e filosofi contemporanei. Una carrellata che può al più soddisfare la curiosità di sapere di cosa si occupano oggi i filosofi, che altro.

Se dovessi scrivere un libro di filosofia per le quinte liceali, lo farei partendo dalle domande di senso del nostro presente (figlio del più immediato passato): Cosa sono io e qual è il mio posto nell’universo? Cosa possiamo conoscere? Cosa dovremmo fare? Cosa posso sperare?

Cercherei le risposte nella riflessione filosofica e nella scienza degli ultimi cento anni e non oltre. Sarebbe la conclusione di un percorso di senso iniziato con i presocratici e che arriva a noi, oggi, al punto in cui siamo arrivati.

La storia delle idee è la storia di un cammino che ha visto l’umanità scontrarsi con il problema di dover dare senso al suo esserci (perché ci sono, io?), di dare un senso al suo andare (esiste una direzione? è quella giusta? dovremmo cambiare strada?), di capire cosa fare per procedere innanzi, evitando le insidie e migliorando nei risultati (come conoscere la verità sul mondo che ci permetta di usarlo al meglio per i nostri scopi?).

La storia di questi sforzi va studiata, ma deve trovare un punto di arrivo: ecco dove siamo arrivati e cosa ci rimane ancora da fare….

Altrimenti…., altrimenti corriamo il rischio concreto che i nostri ragazzi arrivino a concludere (e già lo fanno) che tutto questo riflettere e porsi domande di senso non porta a niente: un vano chiacchierare di persone che non hanno niente di meglio da fare!

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