Ritorno alla ‘Lezione frontale’

Quando gli anni passano….

Sono tornato alla vecchia “Lezione frontale”. Lo so già che direte che vi ho smarronato (non so seil termine sia politically correct) per anni con la didattica digitale, la flipped Classroom, il PBL … ed ora, che faccio, torno alla tanto vituperata ‘lezione frontale’!

Avete ragione, ma ho le ‘mie’ ragioni. Una su tutte: questi studenti sono ormai disabituati alla lettura diretta dei testi. Non sanno raccogliere da sé quello che i testi vogliono dire ed insegnare. E non parlo delle informazioni, parlo del ‘senso’ delle cose che pure imparano.

Intanto, più che il tradizionale monologo, le mie sono delle “Lectures” (vuoi mettere!): leggo testi, spiego , aggiungo, approfondisco, ma, soprattutto, ‘leggo’ con loro. Leggo con loro i manuali in cui è condensato il sapere validato dalla comunità degli specialisti; leggo fonti primarie, spiego parole e concetti, che diamo per scontato facciano parte della loro ‘enciclopedia’ (sbagliato!); spiego ragionamenti, esplicito inferenze troppo spesso non sviluppate dagli Autori dei manuali (che pensano di rivolgersi ai loro colleghi, piuttosto che a ‘novizi’ della disciplina); spiego dove ci sono ‘interpretazioni’ e dove i fatti.

E poi mi soffermo sul ‘senso’ che quello che stanno studiando ha per ‘loro’, ha per ‘noi’ oggi.

Li costringo a studiare dai testi, non dalle Presentazioni; pretendo che si siano sforzati di comprendere (non che necessariamente abbiano compreso, ma lo ‘sforzo’ quello sì): li incalzo con “cosa voleva dire l’autore del manuale in questa passaggio?”; “quali argomenti o fatti porta a sostegno di questa interpretazione o affermazione?”. Insomma li costringo a ‘studiare’ i testi, a leggerli ‘criticamente’. Del riassuntino del testo e del nozionismo non me ne faccio niente, visto che si scioglie come neve al sole della dimenticanza dopo qualche settimana (se va bene!).

Li costringo a riflettere e a ‘giudicare’, a capire e a prendere posizione argomentata. Senza giudicarli, ma sostenendoli nei loro tentativi. Devono scrivere e tanto. Devono fare analisi e mappe argomentative, tante.

Valuto le singole prestazioni come ‘prove’ (nel senso di un mettersi ala prova), che qualche volta possono andare bene, altre male; consigliando e correggendo.

Insomma , tutto qua. Volevo dirlo, per rispetto a chi frequenta questo mio Blog (e siete in tanti, quasi 20.000, Uau!).