L’Ordinario e lo Extra-ordinario

Quando la ‘necessità’ ci fa riscoprire la ‘virtù’

Quante volte ci è capitato nella vita di rimpiangere qualcosa (un insegnamento, una strategia, un modo per fare qualcosa, una lezione su un argomento di qualche tipo…) che in un momento di bisogno ci sarebbero tornate utili, ma a cui non avevamo prestato la dovuta attenzione quando ci erano state proposte?

È tipico dell’essere umano attivarsi solo nel momento della necessità. Il nostro cervello in ogni attività che svolge spende energia e ha, perciò, bisogno di una forte “motivazione” per mettersi in azione e bruciarla. Quando riceviamo insegnamenti non richiesti (per disinteresse o perché non “necessitati”), prestiamo una cortese attenzione o, al più, rivolgiamo un po’ di distratta curiosità.

Non possiamo pretendere di più dagli esseri umani. E, forse, dovremmo ricordarcelo anche quando pretendiamo dai nostri studenti quella motivazione ad apprendere conoscenze e metodi sganciati dalle urgenze della loro vita. Sono, i nostri studenti, come noi insegnanti quando ci ritroviamo a “dover” seguire corsi di formazione che non ci “interessano”, perché non ne abbiamo bisogno in quel momento.

Siamo talmente consapevoli di questo fatto che nelle nostre scuole attiviamo motivazioni estrinseche per “costringere” i nostri studenti ad attivarsi: l’interrogazione, la verifica, l’esame, il voto, la promozione, la bocciatura. Per noi insegnanti non c’è neanche questa motivazione “estrinseca”. Seguiamo i corsi di formazione per curiosità o per obbligo, ma non dobbiamo rendere conto di quello che ne abbiamo tratto.

Poi arriva lo “extra-ordinario”, il bisogno, l’urgenza, la necessità di attivarsi per fronteggiare una situazione, appunto, fuori dall’ordinario, e tutti a battersi la mano sulla testa: Ah, se avessi prestato più attenzione quella volta che….!

Questo è uno di quei momenti per il mondo della scuola. L’emergenza Coronavirus, e la susseguente chiusura delle scuole in alcune zone d’Italia ha riportato in auge la didattica digitale, la scuola a distanza, ecc.

Anche chi aveva sempre guardato con “sovrano disprezzo” i colleghi che si dilettavano e giocavano con le nuove tecnologie corre da loro a chiedere “lumi”: come faccio a … ? dove trovo …..?

Il rischio è quello di una corsa all’improvvisazione. la didattica con le nuove tecnologie ha principi, regole, metodi che non si improvvisano.

Naturalmente, l’urgenza richiede di mettere in campo quello che è possibile per ovviare ai problemi derivanti dalla chiusura delle scuole e dall’impossibilità di un contatto diretto docente-discente. Tuttavia, dopo questo periodo di emergenza, sarebbe il caso per molti docenti italiani, riconsiderare non solo l’apporto che le nuove tecnologie possono dare alla scuola, ma anche il rapporto con queste nuove forme di didattica e il loro potenziale formativo, aggiuntivo, si badi bene, non sostitutivo della didattica tradizionale.