Mappe per argomentare

Una tecnologia “buona”

Dal “Fedone” di Platone

Qualche anno fa mi ero trovato a seguire un corso di aggiornamento di Logica per gli insegnanti delle scuole secondarie. In quell’occasione, al docente universitario che teneva il corso avevo presentato alcune mappe di ragionamento fatte col programma “Rationale”. Mi ricordo ancora la sua delusione quando, dopo l’iniziale entusiasmo, alla domanda: “ma il programma le realizza da solo?”, io risposi che no, l’utilità del software era che spingeva chi lo utilizzava ad usare la testa, non a farne a meno! E, davvero, Rationale è un software (e lo sono tutti i software per il mapping) creato per costringerci a pensare e a ragionare in modo corretto e consapevole, e non a pensare e ragionare per noi.

Mappe mentali, concettuali e argomentative

Le mappe argomentative o di ragionamento sono un tipo particolare di mappa che differisce da altre oramai note e molto utilizzate a scuola (anche se non sempre in modo appropriato): le mappe mentali e le mappe concettuali.

In genere, si parla delle Mappe mentali, concettuali e argomentative come di strumenti per rappresentare visivamente la conoscenza. In realtà, parlare delle mappe come meri strumenti di visualizzazione è riduttivo. Le mappe sono più che una mera rappresentazione grafica di concetti e delle loro relazioni, sono strumenti che possono aiutarci a pensare meglio: perchè possono aiutare la nostra capacità creativa (le mappe mentali), le nostra capacità di analisi (mappe concettuali e argomentative) e di ragionamento(mappe argomentative o di ragionamento)

Il prof. W. Martin Davies, dell’Università di Melbourne, ha sintetizzato i vantaggi dell’uso delle mappe nell’apprendimento, portando una serie di studi a supporto, in un suo articolo di qualche anno fa:

  • Se gli studenti possono rappresentare o manipolare un insieme complesso di relazioni in un diagramma, sono più inclini a capire quelle relazioni, ricordarli e poter analizzare le loro componenti. Questo, a sua volta, promuove forme di apprendimento più profondo;
  • in secondo luogo, le mappe sono molto più semplici da seguire rispetto alle descrizioni verbali o scritte;
  • in terzo luogo, le mappe utilizzano le parti spesso inutilizzate del cervello associato a immagini visive; ciò consente di utilizzare più potenza di elaborazione, che porta ad una maggiore capacità di apprendimento;
  • infine, il lavoro che riguarda la mappatura richiede più impegno attivo da parte dello studente, e questo porta anche a un apprendimento maggiore .

A questo Davies aggiunge che i risultati delle scienze cognitive dimostrano che le visualizzazioni visive migliorano l’apprendimento, in quanto consentono la “codifica doppia” e “separata” delle informazioni in memoria: in forma di visualizzazione e anche in forma proposizionale.

Una tecnologia “buona”

Oggi abbiamo a disposizione diversi software per creare mappe mentali e concettuali (Mind managerMindomoXmindCmapInspiration,ecc.) Per le mappe argomentative, l’unico software che è abbastanza noto in Italia è Conception dello scomparso Tom Conlon [Vedi l’ottima presentazione fatta da #Marco Guastavigna per la Loescher], che non è pensato e costruito solo per questo genere di mappe, ma ne consente la costruzione.

I vantaggi della realizzazione di mappe mentali o concettuali con l’aiuto di software sono, prima di tutto, di carattere pratico. Io che sono un disordinato cronico e ho un pessimo rapporto con la manualità, uso software come Mind manager e Cmap da almeno vent’anni, per uso didattico e personale. Le mappe mentali e concettuali create con un computer, in effetti, sono facili da realizzare, semplici da organizzare e riorganizzare; graficamente gradevoli e ordinate; si possono sempre modificare per aggiungere nuovi concetti e collegamenti, o rivedere quelli già presenti.

Naturalmente, i software non fanno il lavoro per noi. Il lavoro di analisi, di distillazione concettuale e di riorganizzazione sintetica di concetti e relazioni devono essere fatte da noi. Ecco perchè parlo di “tecnologia buona”: perchè per usarla dobbiamo rallentare, fermarci ad analizzare, comprendere più a fondo i testi che mappiamo. Insomma, per fare delle mappe utili dobbiamo fermarci a riflettere e ragionare.

Mappe argomentative e/o di ragionamento

Sempre nello stesso articolo, Martin Davies analizzava i diversi tipi di mappe, sottolineando come esse nascano per implementare funzioni cognitive differenti, con finalità e scopi differenti.

Le mappe mentali sono strumenti in cui le connessioni fra i concetti disposti nella mappa sono di tipo associativo; esse mirano a potenziare il pensiero creativo e favoriscono le attività di brainstorming (oltre che la memoria, attraverso l’uso nelle mappe di immagini, simboli ecc.).

Esempio di una mappa mentale

Nelle mappe concettuali le relazioni fra i concetti sono logicamente stringenti, e i cross-link vengono utilizzati per mostrare rapporti e relazioni tra i concettirappresentati.

Esempio di mappa concettuale

Qualche volta, le mappe concettuali vengono usate per mappare argomentazioni, ma non è questo il loro scopo e non è per questo che sono state pensate. In una mappa concettuale i nodi sono, per definizione, “concetti “e i cross link indicano relazioni fra concetti. Naturalmente la si può forzare, inserendo al posto di singoli concetti, enunciati, ma non abbiamo più una mappa concettuale, abbiamo uno schema!

Per mappare argomentazioni abbiamo bisogno di un diverso tipo di mappe: le argument map o mappe di ragionamento. Le mappe argomentative nascono per diagrammare la struttura inferenziale degli argomenti, dove “argomento” è un termine tecnico con cui i logici indicano “un qualsiasi gruppo di proposizioni di una delle quali si afferma che è conseguenza delle altre, che rappresentano il supporto o il fondamento per la sua verità” (I. M. Copi e C. Cohen, Introduzione alla Logica, il Mulino, p.23).

Esempio di mappa di uno degli argomenti contro il movimento del filosofo Zenone

Le mappe argomentative possono essere utilizzate per mappare singoli ragionamenti (come nel diagramma sopra), ma anche complesse argomentazioni (dove i singoli argomenti fungono da premesse per la conclusione/tesi sostenuta).

Con le mappe concettuali, le mappe argomentative condividono la struttura gerarchica ad albero, ma laddove nelle mappe concettuali i collegamenti indicano relazioni concettuali (in relazione a”, “è composto da”, “è causa di”), nelle mappe argomentative i collegamenti indicano rapporti di inferenza (“perché”, “ne consegue che” ecc.).

Analisi argomentativa del “Discorso dei Corciresi” di Tucidide

Per concludere questa breve sezione sulle mappe. Nulla osta ad utilizzare software pensati per creare una tipologia di mappa per altri scopi (io, per esempio, uso spesso Cmap, creato per le mappe concettuali, come strumento grafico per presentare aspetti del pensiero di un autore); è una questione di comodità, basta solo saperlo e spiegarlo agli studenti (specialmente, se li stiamo addestrando ad usare un software piuttosto che un altro), evitando così di confondere loro le idee!

Mappare ragionamenti ed argomentazioni

Lo scopo di una mappa argomentativa o di ragionamento è quello di aiutarci a ragionare o argomentare meglio, oppure quella di aiutarci a comprendere (e, quindi, valutare) ragionamenti e argomentazioni altrui. L’uso didattico di questo tipo di mappe è finalizzato, perciò, a costruire, rafforzare e potenziare quelle abilità di ragionamento “dimostrativo” (non formale o matematico) e argomentativo (sia in fase di comprensione che di produzione) della cui mancanza o debolezza, come scrivevo in un post precedente, tanto ci lamentiamo.Insegnare il pensiero critico con la tecnologia
L’ “argument mapping” per imparare a ragionare e argomentaremedium.com

“L’uomo è un animale razionale” diceva Aristotele, ma ciò che dobbiamo intendere con questa definizione, non è che l’uomo è sempre razionale, ma solo che ragioniamo in continuazione: per capire il mondo, muoverci in esso e agire su di esso. È il ragionare una cosa che ci viene talmente naturale (come il respirare o il camminare) che non ci pensiamo su tanto: lo facciamo, ma in realtà non sappiamo cosa facciamo e come lo facciamo, quando lo facciamo. Malgrado la qualità della nostra stessa vita (in termini di successi o insuccessi, di scelte felici o infelici, di credenze fondate o infondate) dipenda dalla qualità dei nostri ragionamenti, alla cura di questa abilità fondamentale dedichiamo poco tempo nella scuola.

Come spesso capita, sentiamo il bisogno di capire come funziona qualcosa, soprattutto, quando quella cosa fallisce nel fare ciò che avrebbe dovuto fare. Nel caso del ragionamento, ce ne accorgiamo quando non riusciamo a risolvere un problema logico o di matematica; quando prendiamo cantonate nella comprensione di un testo o di un discorso; quando non riusciamo a trovare una soluzione adeguata ad un problema che ci affligge; quando intuiamo che l’altro sta sbagliando a credere o a volerci far credere qualcosa, ma non sappiamo dove o perchè…

Ora, se vogliamo migliorare la qualità dei nostri ragionamenti e delle nostre argomentazioni (nella vita e nella scuola), occorrono due cose: essere consapevoli di cosa facciamo quando ragioniamo/argomentiamo; ed esercitarsi nell’analisi, valutazione e costruzione di ragionamenti e argomentazioni. Non è questione di studiare una nuova disciplina teorica, la Logica, ma di praticarla attraverso l’esercizio, abituando noi stessi e i nostri studenti a fare pratica di ragionamento e di argomentazione tutti i giorni (anche all’interno di discipline diverse), in modo intenzionale e consapevole, con gli strumenti e le conoscenze necessarie.

DigressioneUno dei problemi degli insegnamenti disciplinari in Italia non è tanto la qualità (e la quantità, ahimè!) dei contenuti insegnati, quanto la poca attenzione ai processi di ragionamento (deduttivo, induttivo, abduttivo che sia) attraverso cui quelle conoscenze trasmesse sono state raggiunte. Non si tratta di far “riscoprire” ai ragazzi, con le loro forze e capacità, quanto è stato già scoperto (una cosa che si può fare ogni tanto, ma che è demenziale pretendere di fare sempre e per ogni contenuto!); quanto quello di soffermarsi e di esplicitare, quando possibile, i ragionamenti e/o le argomentazioni che ci stanno dietro.

Come ci possono aiutare le Mappe di ragionamento?

Ragionare e Argomentare sono due processi di pensiero indipendenti, ma simili.

In generale, un ragionamento (o un’inferenza)è un processo che, a partire da un certo insieme (finito) di enunciati assunti come punto di partenza (che sono detti le premesse), porta ad asserire in maniera giustificata un altro enunciato (che costituisce la conclusione). [M. Frixione, Come ragioniamo, Laterza, 2007, p.4)]

Quando ragioniamo in modo intenzionale (altro è il discorso per le inferenze che facciamo senza pensarci troppo su), ci poniamo una domanda, esaminiamo una serie di dati (recuperati in qualche modo) e traiamo da questi dati una certa conclusione, passando per delle proposizioni che fungono da Garanzia.

Pensiamo ad una situazione in cui vogliamo prendere una decisione intorno ad una linea di azione da seguire, e valutiamo dati, evidenze ecc. al fine arrivare ad una soluzione. Per esempio. immaginiamo di voler decidere una buona volta se continuare a fumare o meno. Passiamo, in considerazione alcune evidenze che ci portano a considerare che il fumo danneggia la salute, e visto che ci teniamo alla nostra salute è “logico” che è preferibile smettere di fumare. Il ragionamento potrebbe essere grosso modo questo:Diagramma di ragionamento realizzato con Xmind

Quando argomentiamo, il ragionamento a fini di “scoperta”, fatto allo scopo di stabilire una qualche conclusione, ce l’abbiamo già.

… argomentare a sostegno di un’asserzione significa fornire una giustificazione di ciò che si asserisce, cioè esporre le ragioni che si pensa di avere per credere ciò che si asserisce, con la pretesa che possano essere riconosciute dagli altri come buone ragioni. [A. Iacona, L’argomentazione, Einaudi, 2005, p. X]

Quello che facciamo quando argomentiamo è di esplicitare il nostro ragionamento, come giustificazione per una determinata opinione, che esprime la nostra posizione su un dato tema. In un’argomentazione le ragioni per la tesi costituiscono le premesse, mentre la Tesi rappresenta la conclusione del ragionamento stesso.

Diagramma di un’argomentazione realizzata sempre con Xmind

Diagrammare un ragionamento o un’argomentazione, di fatto, non è molto differente. Come si può notare dalle due mappe di ragionamento presentate sopra, dal punto di vista visuale un diagramma di ragionamento, ha una struttura ad albero che punta verso il basso (nei testi di logica informale si preferisce questa forma di visualizzazione, forse anche in continuità con la forma standard del sillogismo classico: Premessa, Premessa, Conclusione); mentre il diagramma di un’argomentazione ha una struttura, sempre ad albero, ma capovolta, che punta cioè verso l’alto.

Analizzare un testo argomentativo, per ricostruirne l’ossatura logica che sta sotto un’argomentazione, è operazione complessa che mette in gioco una serie di abilità che non possiamo dare per scontate nè in noi stessi, nè nei nostri studenti. Ho visto insegnanti di Italiano, Filosofia, Matematica, faticare a ricostruire l’ossatura logica di un testo argomentativo, anche di semplici articoli di giornale; ancora più in difficoltà li ho visti quando si trattava di diagrammare l’argomentazione del testo.

Anne Thomson [Critical Reasoning, Rutledge, 2002, p. 3] ha paragonato il critical reasoning a un “gioco” (il tennis, p.e.), che, per essere giocato, necessita oltre che di un set di particolari abilità (nel tennis: battere, rispondere ad un attacco ecc.), anche della capacità di dispiegare queste particolare abilità nel giocare “un game” completo. Così quando argomentiamo o cerchiamo di comprendere e valutare un argomentazione altrui, “noi abbiamo bisogno di alcuni fondamentali (“basic activities”), come il trarre conclusioni e valutare evidenze; ma dovremo anche saper presentare le nostre ragioni agli altri utilizzando strategie adeguate ed, eventualmente , rispondere alle mosse argomentative altrui (per esempio in un dibattito)”.

Tim van Gelder, il creatore di Rationale, ha indicato le abilità fondamentali necessarie per essere un buon pensatore critico che possono essere stabilite o potenziate usando il suo programma.

https://www.reasoninglab.com/critical-thinking/

Che si creda o meno alle potenzialità di quetso software particolare (non possiamo escludere finalità di marketing, anche se il supporto di studi e di meta-analisi presentato da van Gelder è di tutto rispetto), certo è che la tecnica del mapping applicata al ragionamento e all’argomentazione, lavora proprio su queste abilità, che riguardano le strategie di analisi, comprensione, rappresentazione, valutazione e produzione di ragionamenti e, quindi, dei testi (argomentativi o non narrativi, in senso stretto) in cui essi compaiono.

Naturalmente, senza una conoscenza e una padronanza dei “fondamentali”, imparare a ragionare ed argomentare diventa una missione impossibile. Io mi stupisco di vedere competizioni di filosofia o di Debate (diventato così alla moda) in cui i ragazzi vengo invitati a filosofare o a dibattere su tematiche anche complesse, spesso fondandosi solo sulle loro dotazioni personali (di abilità logico-argomentative), senza un training adeguato e prolungato nel tempo.

La pratica della lettura, dell’analisi e della mappatura di ragionamenti e argomentazioni, alla ricerca di basi (ragionamenti ed evidenze) per stabilire o sostenere qualcosa, a mio avviso, può essere utile proprio per far acquisire queste abilità fondamentali ai nostri studenti.

Mappare un ragionamento o un’argomentazione complessa è compito difficile che richiede l’uso delle abilità superiori della nostra mente. È un compito che richiede conoscenze ( gli elementi essenziali di logica e teoria dell’argomentazione al fine di padroneggiare cognitivamente gli strumenti di analisi) e molta, tanta!, pratica.

Alla lunga dovrebbe produrre un habitus mentale critico-razionale, sostenuto da solide competenze! Ottimismo della volontà, senza il pessimismo della Ragione.

Nel prossimo post proveremo ad analizzare due testi di una certa complessità, per comprendere il tipo di abilità e conoscenze necessarie per fare un lavoro di questo tipo.