Il Laboratorio dell’argomentazione

Dalla “Guida per il Docente”

Un breve estratto dalla presentazione del Laboratorio di Argomentazione, un manualetto che accompagna la nuova edizione dellla Storia delle idee filosofiche e scintifiche di G. Reale e D. Antiseri, inserita nella Guida del Docente.


Laboratorio di Argomentazione

La didattica della filosofia a partire dalla fine degli anni ottanta ha puntato molto sulla lettura diretta dei testi. come via maestra per insegnare a filosofare e, quindi, a pensare in modo autonomo e critico. In genere, in tutti i manuali troviamo brani antologici selezionati su cui occorre svolgere attività di analisi, di ricostruzione di argomentazioni ed esercizi di vario tipo.

Le operazioni maggiormente richieste sono:

  • chiarimento di concetti, di passaggi testuali, di citazioni ecc.
  • produzione o compilazione di schemi e tabelle
  • riassunti
  • definizione di termini e concetti
  • confronto di tesi e posizioni di filosofi diversi
  • spiegazioni o verifica di passi o di interpretazioni
  • ricostruzione di argomentazioni
  • ricerca sui testi letti di espressioni pro o contro una certa tesi;
  • ricerca sui testi letti di espressioni che illustrano una data tesi o un tema dell’Autore studiato

Come scrivevamo in altra sede: “Si tratta nella stragrande maggioranza dei casi di attività volte alla comprensione del pensiero dell’autore o degli autori trattati nel capitolo, e non finalizzate all’acquisizione di abilità cognitive. Non c’è una gradualità riguardo alla complessità delle operazioni richieste, gradualità che dovrebbe essere relata alle competenze iniziali degli studenti. Ma ciò che è importante è che si danno per possedute proprio quelle abilità cognitive e quelle competenze logico-argomentative che lo studio della filosofia dovrebbe far maturare, anche attraverso le esercitazioni.

Si dà per scontato, per esempio, che i ragazzi sappiano analizzare un testo o “spiegare” concetti o frasi ad alto livello di astrazione. Si dà per scontato che i ragazzi abbiano una conoscenza adeguata (non approssimativa) di cosa sia un’argomentazione, o la giustificazione di una tesi, e sappiano valutare in modo esperto un’argomentazione, ecc.

L’idea sottesa a questo tipo di attività è che facendole lo studente sviluppa abilità, competenze e capacità cognitive di livello superiore. Attraverso queste attività e attraverso la lettura dei testi che esemplificano i diversi modelli di ragionamento, il ragazzo, miracolosamente, dovrebbe sviluppare la capacità di ragionare e pensare in proprio.”

Noi riteniamo che l’insegnamento della filosofia sia un’ottima palestra per esercitare il, e per formare al pensiero critico, ma riteniamo che per farlo deve mirare in modo consapevole e mirato alla sviluppo di quelle abilità di pensiero che ne stanno alla base.

Ora, in genere si tende ad avere una visione olistica di cosa sia una “mente critica”, in cui non si capisce bene come declinare ciò che dovrebbe essere capace di fare in termini di prestazioni ed abilità.

Cos’è un pensatore critico? se non siamo capaci di definire cosa caratterizza un “pensatore critico” e cosa dovrebbe essere capace di fare (le sue skills) non si va molto lontano. Manca in Italia uno sforzo, come quello fatto nel mondo anglosassone negli ultimi cinquant’anni, di definire in modo concreto e operativamente spendibile il carnet di abilità collegate con la formazione al “pensiero critico”.

[…]

Il pensiero critico è il processo intellettualmente disciplinato di concettualizzare, applicare, analizzare, sintetizzare e/o valutare attivamente e abilmente le informazioni raccolte da, o generate da, osservazione, esperienza, riflessione, ragionamento o comunicazione, come guida alla credenza e all’ azione. Nella sua forma esemplare, si basa su valori intellettuali universali che trascendono le divisioni disciplinari: chiarezza, accuratezza, precisione, precisione, coerenza, pertinenza, evidenza solida, buone ragioni, profondità, ampiezza ed equità.

L’aggettivo “critico” attaccato al sostantivo “Pensiero” sta ad indicare, come si può intuire, una forma di pensiero “lento”, meditato, riflessivo, attivo, razionale che si contrappone al pensiero “veloce”, intuitivo, immediato, emotivo, irriflessivo, irrazionale e passivo.

In breve, essere pensatori critici comporta il fermarsi prima di dare un giudizio o prendere una decisione ed esaminare razionalmente prove, evidenze, ragioni, pro e contro di linee di azione; il pensare a ipotesi e possibili linee di azione alternative e, infine, valutarle.

[…]

Il fatto è che anche chi sostiene che l’insegnamento della filosofia dovrebbe puntare sulle competenze logico-argomentative, poi si ferma, quando deve indicare come farlo a scuola.

Eppure, dovrebbe essere chiaro a chiunque che se di competenze da potenziare si tratta, allora bisogna essere capaci di indicare delle strategie didattiche per la loro formazione.

Il problema è come insegnare il ragionamento analitico e l’ argomentazione a scuola in modo produttivo, avendo di mira un miglioramento nelle abilità che si cerca di potenziare.

Ebbene, lo studio della Filosofia dovrebbe dare quell’expertise nello smontare analiticamente, rimontare sinteticamente, valutare con scienza e coscienza argomentazioni e produrne di proprie. Non per fare degli studenti dei “piccoli filosofi”, ma per sviluppare quella competenza nel pensare criticamente, troppo spesso predicata, e molto male perseguita.

Ora, per permettere agli studenti di esercitare l’arte dell’analisi, della produzione e della valutazione di argomentazioni è necessario fornire agli studenti strumenti, conoscenze e tecniche per affrontare questi compiti.

A questo dovrebbe servire il Laboratorio dell’argomentazione che qui proponiamo.

Il manuale offre un vero e proprio curriculum per introdurre lo studente all’analisi e alla produzione argomentativa con la tecnica del mappingargomentativo.

La divisione in tre parti risponde all’idea di un approccio graduale che dopo avere fornito gli elementi essenziali per l’analisi argomentativa (prima parte), passando per il vocabolario e le convenzioni grafiche per la costruzione dei diagrammi argomento (seconda parte), arriva all’applicazione degli strumenti con esemplificazioni e suggerimenti sulle strategie e le tecniche da adottare per l’analisi.

Un buon manuale avrebbe avuto bisogno di esercizi (tanti esercizi), ma era impossibile mettere dentro tutto nelle pagine concesse. Ci consola il fatto che i testi presenti nel manuale, a cui questa guida si affianca, permettono al docente di trovare molti materiali utili per far esercitare i propri alunni.

Senza un esercizio continuo, senza passare per le difficoltà e le fatiche iniziali dovute all’inesperienza (e all’abitudine tutta italica di avere tutto già pronto per essere mangiato e digerito in fretta), è impossibile qualsiasi acquisizione di abilità e competenza. Siate pazienti e comprensivi all’inizio, e vedrete che col tempo gli studenti miglioreranno notevolmente nelle loro prestazioni.

Fondamentale, per concludere, è il transfer delle competenze acquisite. Gli studenti dovrebbero essere messi in condizione di mettere in pratica le abilità acquisite nell’affrontare l’analisi di testi filosofici. La lettura e l’analisi di articoli ed editoriali di attualità, per esempio, è altamente consigliabile, affinché gli studenti possano applicare gli strumenti acquisiti a testi non filosofici e rendersi conto dell’importanza e dell’utilità trans-disciplinare, di quanto acquisito in ambito disciplinare. Per non parlare della nuova prima prova dell’esame di stato, in cui le capacità di analisi argomentativa sono specificamente richieste.