I miei studenti ripetono a pappagallo!

Per chi sono scritti i manuali? Forse per gli alunni (ma quali “alunni”? qual è l’ideal-tipodi alunno a cui fanno riferimento i manuali?); forse per i professori; sicuramente, per la Comunità accademica che deve validare scientificamente il testo. Il risultato è un coacervo di intenzionalità che rendono i manuali italiani poco praticabili dagli studenti.

Innovazioni didattiche e Nuove tecnologie nella didattica

Dopo alcuni anni di sperimentazione di uso di piattaforme social, didattica capovolta, didattica per progetti, di cooperative learning e di Digitale in classe ho provato a vedere cosa ne pensavano veramente i ragazzi di queste “innovazioni”. Invece di chiederglielo direttamente, per evitare qualsiasi possibile forma di timore o di piaggeria, ho pensato di fare un’indagine rigorosamente anonima

Introduzione a MindMup’s Argument Visualization

MAV è una piattaforma free open-source realizzata dagli sviluppatori del più noto MindMup 2, il programma generico per creare mappe concettuali e mentali. La piattaforma è stata creata in collaborazione con il prof. Simon Cullen dell’Università di Princeton (e i suoi collaboratori).

Insegnare il pensiero critico con la tecnologia

Pochi puntano l’attenzione sul fatto che in Italia manca un insegnamento specifico puntato sull’apprendimento di quelle conoscenze e abilità (di logica e di retorica) che costituiscono il fondamento di quelle che, genericamente, chiamiamo competenze logico-argomentativee che stanno alla base non solo della capacità di decodifica delle argomentazioni altrui, ma anche della capacità di valutarle e di produrne in modo autonomo.

Quali tecnologie per la nuova didattica

Un uso razionale delle tecnologie digitali nella didattica deve partire da un assunto: non è la didattica che deve adattarsi alle tecnologie, ma sono le tecnologie che devono essere impiegate/adattate per rendere più efficace la didattica.

Flipped Classroom. Un’introduzione per l’insegnante che vorrebbe, ma può?

Se, altresì, abbiamo motivi per essere insoddisfatti del modo tradizionale di fare scuola; se pensiamo che una didattica trasmissiva serva solo a formare menti competenti nel ricevere un sapere già masticato e predigerito, e a ripeterlo dopo averlo, il più delle volte, semplicemente memorizzato; se pensiamo che perdiamo un sacco di tempo a raccontare storielle e a interrogare sui contenuti senza realmente sviluppare competenze, come pure ci viene richiesto dall’Europa e, almeno formalmente, dall’Istituzione…. allora la Flipped classroom, diciamo che è uno strumento interessante.

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