Le Simulazioni della Traccia B della Prima prova

Una corsa al ribasso

Ecco finalmente gli esempi di tracce che ritroveremo nella prima prova dell’esame di Stato. Mi soffermerò sulle simulazioni della traccia B, su cui ho scritto qualche post nelle scorse settimane.

Rispetto ai primi esempi rilasciati dal MIUR, sono state apportate alcune modifiche e correzioni sulla base dei rilievi mossi da molti commentatori nelle settimane scorse.

Le lamentazioni di molti docenti di Italiano che evidenziavano il fatto che c’era una discrasia tra ciò che gli si chiede di insegnare e ciò che poi si richiede all’esame di stato (come se saper comprendere argomentazioni sia una competenza ulteriore da perseguire con un insegnamento ad hoc: ma esiste un testo o anche un che non necessiti di capacità di ragionamento analitico e di comprensione argomentativa?), sembrano avere fatto il dovuto effetto sul Ministero. Francamente, il risultato è ancora più deludente del già deludente primo parto, di cui avevo già parlato in un post precedente.

Di tutte le belle cose pensate ed elaborate dalla Commissione Serianni è rimasto poco o niente (leggere per credere!).

La prima osservazione che si può fare è che, diversamente dall’impostazione data dalla commissione Serianni che puntava di più sull’analisi testuale e critico-argomentativa, le consegne modificate puntano decisamente a testare la mera comprensione del testo; mentre la parte della produzione risulta sostanzialmente sganciata dall’analisi argomentativa del testo proposto (analisi, per altro, che si risolve in un nulla fatto di niente: un riassuntino in cui mettere in evidenza tesi e argomenti!), come invece suggerito espressamente dalla Commissione. L’effetto risultante è piuttosto dissonante.

In pratica, è come se dopo aver perso molto tempo a versare il latte nella ciotola, a zuccherarlo e mescolarlo con accuratezza; dopo aver sminuzzato il pane nella ciotola del latte e averlo girato opportunamente, si mettesse da parte il tutto, attaccando a morsi il pane rimasto.

A che serve fare l’analisi argomentativa di un testo se di questa, poi, ci si può bellamente dimenticare, svolgendo il classico temino espositivo- argomentativo? Manca qualsiasi richiesta di valutazione e confronto argomentato con la tesi e gli argomenti proposti nel testo analizzato. Quello che si chiede per la produzione è di attenersi al “Topic” trattato nel testo.

Quindi, mi chiedo: cosa si vuole testare? La mera capacità di comprensione del testo? La capacità di fare riassunti? La capacità di scrivere il classico temino “in cui tesi e argomenti siano organizzati in un discorso coerente e coeso” (avvertenza data, immagino, per escludere che gli studenti usino una prosa futurista!) e “se lo ritieni utile” (mi raccomando!) “suddividerlo in paragrafi” (!?!?) Altrimenti? Immagino che lo studente possa scrivere il tema in un unico paragrafo, che si svolge per quattro facciate!

Il risultato finale di questa opera di demolizione controllata del lavoro della Commissione Serianni è quello di rimandare a data da destinarsi la lodevole pretesa di spingere la didattica di tutte le discipline (e non solo dell’Italiano) verso le abilità connesse al “pensiero critico” (ragionamento analitico, interpretazione, valutazione).

Insomma, Serianni e la sua commissione volevano uno scatto in avanti con il risultato di avviarsi a grandi passi verso un maggiore e generalizzato abbassamento degli standards in uscita degli studenti liceali.


In un prossimo post proverò, comunque, a fornire un’analisi argomentativa dei testi proposti agli studenti.

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