7. Argomenti semplici (2^)

Introduzione alla visualizzazione degli argomenti


Puntata precedente:

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Analizzare e diagrammare testi anche semplici è un’attività complessa, che mette in gioco una serie di conoscenze e di competenze linguistiche non indifferente. Non c’è niente di meccanico nella mappatura di argomenti: analizzare e comprendere sono attività cognitive di livello superiore che stanno nei piani alti della tassonomia di Bloom.

I, John M. Kennedy T. | The Bloom’s Rose

Comprendere è capire l’intenzionalità di chi scrive: cosa veramente voleva comunicarci con quel dato termine o con quella determinata espressione; cosa veramente voleva affermare e come lo giustificava. Comprendere è anche portare alla luce l’implicito discorsivo: inferire ciò a cui il testo rimanda, ciò che il testo tace e ciò che il testo implica. La comprensione comporta conoscenze semantico-lessicali, sintattiche e sceneggiature (generiche o precise) appropriate a situare nel mondo quello che viene detto. Ma di questo ho già parlato in altra sede.

Ne abbiamo una prova in questo testo che riprendo da un libro di Monroe Bradsley del 1952 [1]:

Anche se alle persone che parlano di “significato sociale” delle arti non piace ammetterlo, musica e pittura sono destinati a soffrire quando si trasformano in meri veicoli di propaganda. Infatti, la propaganda fa appello ai sentimenti più crudi e volgari: guarda, per esempio, le mostruosità accademiche prodotte dai pittori nazisti ufficiali. Cosa ancora più importante, l’arte deve essere fine a se stessa per l’artista, perché l’artista può fare il meglio solo in un’atmosfera di completa libertà.

Termini come “propaganda”; il riferimento all”appello ai sentimenti più crudi e volgari”; l’espressione “mostruosità accademiche” possono essere “veramente” comprese nel loro significato e nei loro rimandi solo a un parlante esperto e dotato di una discreta “enciclopedia” di conoscenze.

Tuttavia, i segnali discorsivi (connettivi logici, punteggiatura, ecc.) aiutano a ricostruire il senso e la funzione logica dei diversi enunciati. E questo è quanto basta in sede di analisi logico-argomentativa: il compito della diagrammazione logica, in sede di Analisi, è quello di portare alla luce l’ossatura logica di un ragionamento o di un’argomentazione per poterne meglio valutare la correttezza, l’accettabilità, e dare quindi una valutazione del ragionamento e dell’argomentazione. Altro è, naturalmente, il discorso e il l tipo di analisi da fare riguardo all’accettabilità o la verità di quanto viene affermato e sostenuto nelle singole premesse.

La mappatura di semplici argomenti

Il modo più essenziale di ricostruire un ragionamento o un argomento è quello proprio della logica, che parla semplicemente di premesse e conclusioni. Tutte le asserzioni che giustificano un’altra asserzione sono “premesse”; l’asserzione giustificata è la “conclusione”.

Fig. 1

La struttura logica di un argomento si basa sulla funzione degli enunciati e non sul contenuto. Tanto è vero che possiamo mettere al posto degli enunciati delle lettere senza perdere la logica del ragionamento.

Fig.2

La traduzione di enunciati, espressi in linguaggio ordinario, in lettere può essere utile nella valutazione della correttezza logica, perchè il contenuto di premesse e conclusioni può influenzare la valutazione positiva (se in accordo con ciò che già crediamo) o negativa (se in disaccordo con ciò che già crediamo) di un ragionamento.

Questo metodo per la diagrammatura degli argomenti, usando lettere e schemi ad albero, venne proposto per la prima volta dal logico Whatley nel suo Elements of Logic del 1840:

https://en.wikipedia.org/wiki/Argument_map#/media/File:Whatley.png

È, quello di Whatley, un metodo per la visualizzazione e per la valutazione della correttezza formale del ragionamento. Ma, naturalmente, quando vogliamo stbilire qualcosa di vero o quando dobbiamo prendere una decisione, la correttezza logica non è tutto! Un argomento formalmente corretto può essere falso, o poco probabile o poco persuasivo, perchè le premesse sono false o infondate, o non sufficienti, o inaccettabili (per una qualsiasi ragione).

Più avanti, vedremo come la diagrammatura degli argomenti in linguaggio ordinario (altro il discorso per la logica formale) abbia assunto una forma più complessa, che tiene conto anche della natura delle premesse ( evidenze, assunzioni, ecc.).

Una sequenza di passi …

Un testo scritto può essere trasformato in una mappa degli argomenti seguendo una sequenza di passi (un protocollo). Il libro di Monroe Beardsley del 1950 Practical Logic [1] raccomandava la seguente procedura:

  1. Separare le frasi e numerarle;
  2. Mettere cerchi intorno agli indicatori logici;
  3. Fornire, tra parentesi, gli indicatori logici che non sono stati presi in considerazione;
  4. Impostare le frasi in un diagramma in cui le frecce mostrano le relazioni tra le frasi.

Riprendiamo il nostro esempio di partenza:

Anche se alle persone che parlano di “significato sociale” delle arti non piace ammetterlo, musica e pittura sono destinati a soffrire quando si trasformano in meri veicoli di propaganda. Infatti, la propaganda fa appello ai sentimenti più crudi e volgari: guarda, per esempio, le mostruosità accademiche prodotte dai pittori nazisti ufficiali. Cosa ancora più importante, l’arte deve essere fine a se stessa per l’artista, perché l’artista può fare il meglio solo in un’atmosfera di completa libertà.

Ecco le operazioni fatte da Beardsley:

Anche se ① [persone che parlano di “significato sociale” delle arti non piace ammetterlo], ② [musica e pittura sono destinati a soffrire quando si trasformano in meri veicoli di propaganda]. (Infatti) ③ [la propaganda fa appello ai sentimenti più crudi e volgari]: (per esempio) ④ [guarda le mostruosità accademiche prodotte dai pittori nazisti ufficiali]. Cosa ancora più importante, ⑤ [l’arte deve essere fine a se stessa per l’artista], perché ⑥ [l’artista può fare il meglio solo in un’atmosfera di completa libertà].

Provate ora a costruire il diagramma di ragionamento, e poi comparatelo con questo.

Se ci si avvicina, siete sulla buona strada. Ma voglio farvi notare un’altra cosa: lo sforzo di ricostruire la funzione logica dei diversi enunciati, vi ha costretto ad andare oltre al semplice significato letterale del testo; avete dovuto dare un’interpretazione sensata del testo che permettesse di mettere in connessione e dare un senso “logico” (premesse e conclusioni) a tutto ciò che viene asserito nel testo stesso; vi sarete resi conto, per esempio, probabilmente di come molte asserzioni contengano giudizi e valutazioni soggettive.

Da questo punto di vista, la diagrammatura logica non è un’attività meccanica simile alle operazioni di analisi formale della struttura di un testo: dividi il testo in sequenze, dài un titolo ad ogni sequenza, individua il topic, ecc.; e neanche simile alle operazioni generalmente richieste quando scriviamo un riassunto, che richiedono una semplice riduzione della quantità dell’informazione del testo ed una comprensione globale del senso del testo.

La diagrammatura logica è una operazione cognitiva che richiede uno sforzo di analisi di quanto asserito in un testo. Operazioni come:

  • dividere il testo in unità sintattiche più piccole, di senso compiuto, gli enunciati, formulati in modo chiaro (e dichiarativo);
  • eliminare ridondanze (in un diagramma devono essere riportate solo le proposizioni indispensabili a ricostruire il ragionamento -conclusione e ragioni);
  • eliminare le anafore; riempire le ellissi;
  • chiarire le frasi oscure e parafrasare le frasi figurate (in modo da avere enunciati comprensibili indipendentemente dagli altri e dotati di valore di verità);
  • definire in modo chiaro le relazioni logiche fra i diversi enunciati (conclusione, premesse, co-premesse, obiezioni, refutazioni, basi) nel testo;
  • portare alla luce l’implicito (ricostruendo le parti mancanti del ragionamento — premesse o conclusione inespressi — ) essenziale per comprendere il ragionamento e per poterlo valutare.

Creare una mappa di ragionamento, insomma, richiede di svolgere tutte quelle operazioni cognitive necessarie alla decodifica di un testo al fine di comprenderlo in modo adeguato.

Tutto questo lavoro si rende necessario, perchè la diagrammatura degli argomenti richiede di esplicitare anche quelle premesse nascoste che nei ragionamenti ordinari intenzionalmente (per economia comunicativa o per finalità persuasive) o non intenzionalmente “saltiamo” (non sempre, noi stessi siamo consapevoli delle “assunzioni” che utilizziamo e diamo per scontate quando facciamo inferenze).

La funzione delle ”Co-premesse”: Dati, Regole e Garanzie

Per comprendere questo punto dobbiamo introdurre un nuovo concetto, quello di “Regola”.

La logica tradizionale utilizza il termine generico “premessa” per indicare qualsiasi enunciato che, unito ad altri, porta ad una conclusione. Come nel caso del classico sillogismo aristotelico:

Tutti gli uomini sono mortali (PM)

Socrate è un uomo (Pm)

Socrate è mortale ©

La premessa maggiore di un sillogismo tradizionale, come quello classico sopra riportato, ha la funzione di permettere il passaggio dal dato espresso nella premessa minore alla conclusione. Per questa sua funzione, la premessa maggiore viene anche chiamata Garanzia o Regola.

La Garanzia o Regola è la premessa che fa da “ponte” tra il dato e la conclusione. La premessa maggiore potrebbe essere “tradotta” in un regola deduttiva in questo semplice modo: “Se qualcosa è un uomo, allora è mortale”

Le Regole sono,dunque, proposizioni generali ipotetiche che valgono per tutti i casi simili, e possono servire da ponte, come dicevamo sopra, autorizzando il passaggio dal dato alla conclusione. Normalmente, esse possono essere scritte nella forma Se x è un A allora x è un B”, oppure in questa forma: “Dato che x è un A e gli A sono generalmente B allora x è un B”.

Come viene applicata una Regola? L’applicazione della Regola (Se A allora B) avviene in questo modo: si accerta se la premessa corrisponde alla prima parte della regola, ossia ad A. Se ciò accade allora il caso considerato può rientrare nella Regola, e ci è consentito perciò concludere che ad esso si applica la seconda parte della regola (la conseguenza B).

Dunque, tutti gli argomenti possono essere riformulati in forma di argomento deduttivo ( o di sillogismo statistico) in cui la Regola assume il ruolo di premessa maggiore e il Dato quello di premessa minore.

PM ® Se A allora B

Pm (D) X è un A

C (T) X è un B

Raramente la regola viene enunciata in forma esplicita (o, come si dice, lessicalizzata) nel testo: essa viene data solitamente per scontata, “assunta”, e costituisce perciò un “anello” del ragionamento che rimane nascosto.

Entimema

Un argomento dove una delle premesse è “non -lessicalizzata” o nascosta viene chiamato dai logici “entimema”.

In genere, nei ragionamenti della vita quotidiana abbiamo a che fare proprio con argomenti entimematici [3].

Prendiamo, ad esempio, questa semplice argomentazione:

Il fumo provoca gravi danni all’apparato respiratorio, altera il funzionamento del sistema nervoso, favorisce l’insorgere del tumore. Quindi è meglio astenersi dal fumare.

Qui abbiamo tre informazioni e una conclusione, ma manca la premessa-garanzia. Infatti, perché se il fumo ha quegli effetti, è meglio evitare di fumare? Che cosa garantisce che si possa passare da quelle premesse alla conclusione? La garanzia è l’evidente considerazione generale, universalmente accettata, che è preferibile essere sani. Una constatazione così evidente che nel testo viene sottintesa.

Lo schema dell’argomentazione potrebbe essere rappresentata in questo modo:

Fig. 3

Per la sua funzione di perno del ragionamento la Garanzia e sempre una considerazione di carattere generale che viene data per accettata. Tuttavia, anche una regola, una garanzia, può essere contestata e messa in discussione. Ma di questo parleremo più avanti.

Una guida per la ricostruzione dell’implicito

Per ricostruire la Regola non lessicalizzata abbiamo dovuto chiederci: perchè se il fumo fa quei danni alla salute, dobbiamo astenerci dal fumare? E la risposta è che l’unica considerazione che rende logicamente conseguente la conclusione è quella che abbiamo indicato o qualcosa di simile.

È bene notare come la nostra diagrammazione rispetta la Rabbit Rule, che se avessimo tralasciato la 1A-b, avremmo violato, non parlandosi in nessuna delle premesse precedenti di “astensione” dal fumo.

Certo, qualcuno potrebbe chiedere: come facciamo a sapere che la persona che ha argomentato in quel modo avesse proprio quella assunzione in mente e che non fosse una persona del tutto “illogica”? Non possiamo saperlo. Ma in sede di analisi argomentativa va applicato quello che i logici informali chiamano “principio di carità interpretativa” che dice che: quando interpretiamo un testo bisogna fare un atto di carità interpretativa nei confronti di chi ha prodotto quel testo, assumendo che egli sia una persona razionale, con cui condividiamo un patrimonio di credenze intorno al mondo e al modo di parlarne.

Dato e Regola funzionano come co-premesse e lavorano sempre in coppia: l’una senza l’altra non giustifica la conclusione e non permette di fare inferenze. Esse vanno, perciò, a braccetto e devono essere poste sotto lo stesso ombrello.

“Holding hands Rule”

Introduciamo, ora, una terza regola che deve sempre essere rispettata per portare a galla le premesse inespresse e per testare i nostri diagrammi: la Holdings hands rule (regola della stretta di mano)[2].

La regola della “stretta di mano” dice che ogni parola, frase o concetto significativo che appare in una premessa di un semplice argomento, ma non nella conclusione, deve apparire anche in un’altra premessa di quel semplice argomento. Come nel classico sillogismo aristotelico:

Facciamo un esempio:

È stato dimostrato che (1) [l’elevato numero di studenti che abbandonano gli studi è, in parte, determinato dall’assenza di un sistema di programmazione del numero degli iscritti nelle università]. (2)[L’assenza di tale programmazione è, dunque, una delle principali cause della disoccupazione giovanile].

E’ chiaro che manca una premessa per poter arrivare dal dato alla conclusione, questa: se uno studente abbandona gli studi diventa disoccupato. Il diagramma che ne risulta è il seguente:

Vi lascio con un piccolo esercizio, per chi volesse cimentarsi:

Non è vero che i vaccini causano l’autismo. Le lesioni cerebrali alla base della malattia sono presenti prima della nascita [*]


Continua…..

CREDITS

[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Argument_map

[2] Cattani A., Le forme dell’argomentare, Padova, Edizioni GB, 1990

[3] AA.VV., Critical Thinking: Reasoning and Communicating with Rationale

[*] Da un articolo di R. Burioni

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