Come ho “capovolto” la classe e sono sopravvissuto

Quando decisi quattro anni fa di “flippare” la classe non avevo neanche la più lontana idea dell’impresa in cui mi stavo imbarcando.

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Mi imbattei nella strategia della Flipped classroom per caso, navigando in Rete. Lessi con curiosità di cosa si trattava e mi si aprì un mondo di possibilità. Ho raccontato in un altro post le ragioni che mi portarono a sperimentarla nella mia disciplina di insegnamento, a cui rimando.

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Non feci nessun corso di formazione iniziale (che, comunque, è sempre consigliabile per chi vuole avventurarsi senza rischiare di far danni o di fare errori che possono essere facilmente evitabili, se adeguatamente indirizzati da chi già la pratica) e, come spesso mi capita, iniziai da autodidatta.

Proprio per evitare di far danni, iniziai con cautela, proponendola ai miei alunni in piccole dosi, alternando unità di apprendimento svolte in modo tradizionale con altre in modalità flipped; seguendo i consigli che altri (che già la praticavano) davano in Rete; monitorandone l’efficacia e verificando i risultati attraverso test e interrogazioni tradizionali.

Ciò che volevo valutare era l’impatto che le video lezioni avevano rispetto al percorso tradizionale sugli apprendimenti dei contenuti. I primi risultati furono confortanti: nei test, ma anche nelle tradizionali interrogazioni orali, mediamente i risultati ottennero un balzo in su, soprattutto in quegli studenti che più faticavano con la didattica tradizionale.

Comunque, non vi dico la fila di genitori che mi ritrovai alle Udienze! Genitori preoccupati perchè vedevano i loro figli al computer o sugli smartphone con tanto di cuffiette e che, ai rimbrotti dei genitori, rispondevano che stavano studiando!

Fui tentato ad un certo punto di gettare la spugna: non potevo passare ore ed ore a spiegare, rendere conto, giustificare quello che stavamo facendo. Scrissi una lettera ai genitori per spiegare la strategia e le motivazioni didattiche, ma decisivo fu l’intervento degli stessi studenti: quando io già avevo annunciato di voler tornare al metodo tradizionale, furono loro a chiedermi di continuare e a persuadere i genitori dell’efficacia e utilità del nuovo corso!

Non nascondo che a un certo punto qualche perplessità la ebbero anche i più convinti fra gli studenti (qualche refrattario, nostalgico delle belle anche se tediose lezioni frontali, si trova sempre!), quando si accorsero che la Flipped classroom non è una strategia didattica al ribasso, ma al rialzo! Le video lezioni vanno studiate con regolarità, soprattutto quando collegate con attività in classe; le video lezioni vanno seguite con attenzione per non perdersi passaggi importanti: non c’è la scusa di essersi distratti, perchè si può sempre tornare indietro e riascoltare; ma, soprattutto, gli approfondimenti, le letture con analisi di testi, ecc. in classe,diventavano un “lavoro” in più rispetto a quello normalmente svolto per lo studio dei semplici contenuti del programma.

Tuttavia, devono avere valutato pro e contro e avere deciso che i pro erano maggiori dei contro, se quando ad un certo punto ho allentato la presa, proponendo le video lezioni con più parsimonia (e solo quando necessario per guadagnare tempo da dedicare ad altri tipi di attività), sono stati loro stessi a chiedermi di metterle sempre a loro disposizione sulla piattaforma di classe.

Per quanto mi riguarda, l’adozione della strategia ha significato un lavoro faticoso e che mi ha impegnato per ore ed ore nella preparazione del materiale e nella registrazione delle video lezioni. Il progetto iniziale (registrare qualche video lezione per gli argomenti più complicati) si è via via ingigantito, arrivando a coprire quasi tutti gli argomenti svolti durante un anno scolastico, nelle diverse classi sia per storia che per filosofia (le mie materie di insegnamento). Non sempre arrivavo a registrare le video lezioni a casa, in questi casi, per metterle comunque a disposizione dei ragazzi in un secondo momento, registravo le lezioni fatte in classe.

Solo recentemente ho fatto una conta di tutte le video lezioni che ho registrato e messo sul mio canale YouTube (non lo cercate, non è pubblico, è solo per i miei studenti): più di duecento video lezioni! Per lo più registrate nel primo anno e mezzo in cui ho adottato la FC.

Si tratta di video lezioni di diverso valore: alcune mi sono venute bene, altre meno; alcune hanno difetti di vario tipo (non ultimi, le interruzioni dei miei bambini, gli occasionali strepiti della moglie, e qualche taglio mancato di false partenze). Io francamente me ne curo poco. Oggi, quelle venute male mi limito a non riproporle e basta o, quando posso, le sostituisco con delle nuove.

Un bilancio per niente conclusivo

Si sa, gli amori allo stato nascente tendono ad essere pervasivi, esclusivi e irragionevolmente totalizzanti; non fanno vedere i difetti, per esempio. Dopo più di quattro anni di esperienza, l’infatuazione e l’innamoramento iniziali si sono tramutati in una matura relazione affettuosa: ci vogliamo bene, ci stimiamo, ma non c’è più la passione focosa dei primi tempi.


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