Media Education. Un’esperienza di giornalismo a scuola

“L’Arcimboldo”. Quando la Media Education non c’era ancora

Quando nel lontano 2003 il pugno di docenti dell’istituto di istruzione di Cavalese (oggi intitolato ai giovani antinazisti della «Rosa Bianca»), fra cui il sottoscritto, ideò, progettò e realizzò la Rivista scolastica trimestrale L’Arcimboldo, non immaginava di fare chissà quale progetto innovativo. A molti di noi sembrava il prodotto «naturale» di una Scuola intesa come uno spazio in cui si concentrano (con un continuo ricambio) competenze, interessi, talenti e risorse diversi.

L’idea era quella di offrire uno spazio agli studenti e ai docenti dell’istituto dove cimentarsi nella scrittura di articoli e saggi (“compiti autentici”?) e affrontare temi di attualità sociale, politica e cultura, per una vera e propria pubblicazione. Allora non si parlava ancora di Media Education, come si fa oggi con enfasi. E vagolando per la Rete, scoprire che quello che abbiamo ideato e realizzato 15 anni fa circa (e che prosegue in forma diversa, con un taglio più giornalistico, e meno pretenzioso rispetto agli intenti iniziali, ancora oggi nel nostro istituto), oggi passa come grande innovazione didattica, mi ha fatto ripensare e rivalutare il nostro progetto di allora e i prodotti del lavoro intellettuale e sinergico di docenti e studenti che progettavano i numeri della rivista, confrontandosi sui temi da trattare, sulla grafica e, poi, scrivevano gli articoli.

Voglio qui riproporre il numero “0” della Rivista, che apri la strada ad un percorso che ancora oggi prosegue e che ha visto decine di nostri studenti collaborare in vario modo alla realizzazione dei circa 50 numeri, acquisendo sempre maggiori spazi di autonomia redazionale, nella ideazione e realizzazione dei vari numeri, e che li ha visti (seguiti, amorevolmente e con dedizione, dal nostro prof. Fabio Dellagiacoma, unico sopravvissuto del gruppo docenti originario) confrontarsi con i direttori della maggiori testate giornalistiche italiane (La Stampa, Repubblica ecc.).

Il tema del numero zero era, in quel lontano inverno del 2003, «la guerra»: erano quelle le settimane in cui si preparava la seconda guerra del Golfo.

Per quel primo numero scrissi un editoriale che qui ripropongo, in cui si possono ritrovare i motivi ispiratori e gli obiettivi formativi dell’impresa.


Si può vedere la Scuola in tanti modi. Per alcuno è un diplomificio, un passaggio necessario per poter accedere al mondo del lavoro. Per altri una tappa necessaria della propria vita, un po’ come il servizio militare: se ne farebbe volentieri a meno, ma bisogna…

C’è un terzo modo però (che è quello che noi preferiamo) in cui possiamo vedere la Scuola: la scuola come una grande comunità di ricerca, di studio, di formazione sì professionale, ma anche (e soprattutto) umana e civile. E’ l’idea greca di Scuola. In questo modo erano intese le prime grandi scuole di filosofia: l’Accademia di Platone, il Liceo di Aristotele, il Giardino di Epicuro…

Per finire, la Scuola può essere vista come un punto di incontro di culture, visioni del mondo e sensibilità diverse. Un luogo di confronto dialogante e (perché no) dialettico, conflittuale, e perciò stesso di crescita, perché è dal confronto che viene la crescita e la maturazione dell’individuo.

Sta a noi, insegnanti e studenti, scegliere e costruire il tipo di Scuola in cui intendiamo entrare e passare cinque anni della nostra vita. Sta a noi scegliere e costruire il luogo (che non è lo spazio fisico) in cui passeremo buona parte delle nostre giornate: può essere un luogo di tortura, può essere un luogo di noia, può essere un luogo di crescita…

Una Rivista ha chiaramente senso soltanto in una Scuola del terzo e del quarto tipo. La stessa scelta di fare una Rivista d’Istituto e non il solito giornalino scolastico implica una scelta di valore: una scelta di rigore e serietà, una scelta di impegno e di assunzione di responsabilità, come cittadini in formazione di una società democratica.

Il nostro Istituto, attraverso la Rivista, intende offrire ai ragazzi la possibilità e l’opportunità di discutere e di esprimere il proprio punto di vista sulle questioni più “calde” del nostro tempo; di “condividere” con l’intera comunità, direttamente o indirettamente coinvolta nella vita scolastica, interessi letterari, musicali, cinematografici ed altro. Per i nostri studenti questo può voler dire aprire l’orizzonte della propria mente e dei propri interessi; per le famiglie può essere utile per conoscere meglio gli interessi, le passioni, il modo di pensare stesso dei propri figli…

E ancora, la Rivista vuole creare quelle occasioni di confronto di tutti quelli che fanno parte della comunità scolastica, siano essi studenti o docenti. Essa dovrà quindi essere un momento in cui tutti quelli che partecipano all’impresa scolastica mettono in comune le proprie esperienze, le proprie conoscenze, i propri interessi per crescere e insieme far crescere tutti gli altri.

È, come si vede, un progetto impegnativo volto ad arricchire l’offerta formativa dell’Istituto, a comunicare col territorio e le famiglie, a valorizzare attività e risorse della scuola, ad offrire agli studenti stimoli nuovi. È una palestra di for- mazione, nonché una tribuna di comunicazione. È un progetto ambizioso, sicuramente, ma solo le imprese ambiziose valgono la fatica, l’impegno, l’entusiasmo e l’energia necessarie per portarle a termine.

https://drive.google.com/open?id=18qZ8F-Oa_VIvAtKr8Qu3COSk6gfBIn2D

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