Creare libri digitali a scuola

“Intellettuali, Dame e Cavalieri”. Un iBook sul Basso Medioevo

Sono per natura un individualista e un solitario. Il che, unito ad un certo “caratteraccio”, fanno di me un insegnante poco disponibile alla collaborazione e alla cooperazione. Direi che manco di quelle competenze sociali che pure ritengo essenziali nella vita e che cerco di far acquisire ai miei studenti.

Questo per dire che, quando alla fine dell’anno scolastico (era il 2015) venni sollecitato dalla mia amica Barbara Corradini a pensare ad un progetto sperimentale interdisciplinare da realizzare con tecnologie digitali in una classe (futura terza) che avremmo preso insieme l’anno successivo, non ne fui particolarmente felice. Ma il suo entusiasmo iniziatico per le nuove tecnologie, unito alla voglia di sperimentare forme diverse di fare scuola, alla fine mi convinsero.

Con l’appoggio dell’allora Dirigente scolastico, attrezzammo un’Aula digitale e l’anno successivo partimmo con la progettazione. L’idea di base era quella di rompere il tradizionale tempo scuola scandito dalle discipline per condensare un certo numero di ore in due giornate, in cui gli studenti avrebbero lavorato al progetto, senza riferimento alla disciplina in orario.

Coinvolgere tutto il Consiglio di classe non era possibile, punto! Alla fine ci ritrovammo in quattro (i docenti di Italiano, Storia, Inglese ed Arte). Individuammo un argomento previsto nei programmi delle diverse discipline e che fosse passibile di una trattazione interdisciplinare, il Basso Medioevo, e lo condividemmo con la classe.

Il passo successivo fu imparare a progettare insieme. Privi di qualsiasi formazione in merito, abbiamo proceduto da autodidatti, saccheggiando le risorse disponibili in Rete, e aiutandoci con le nostre esperienze di progettazione disciplinare. Abbiamo così impostato il progetto, scegliendo per questo primo lavoro, finalizzato allo sviluppo delle competenze digitali e di ricerca nel Web, la forma della Webquest.

Come prodotto finale pensammo ad un eBook, che era la cosa più agile da realizzare come primo lavoro.

Il progetto

Il progetto, realizzato nel periodo ottobre-novembre 2015, si proponeva di indagare alcuni aspetti centrali della società e della cultura dell’età feudale, concentrandosi in particolare sulle figure dell’ “intellettuale”, del “cavaliere” e della “donna” nel Basso Medioevo e, a partire da queste figure, sulle trasformazioni sociali e culturali che investono la società e la cultura dei primi secoli del Basso Medioevo.

Per la preparazione, la condivisione dei materiali e i lavori di gruppo abbiamo utilizzato One Note.

https://1drv.ms/u/s!AmPwpv0PtfbLeon14QsKd8_45e4

Come dicevamo sopra, la metodologia di lavoro si è ispirata per questo primo progetto al modello Webquest. Lavoro che è stato svolto dagli studenti usando la Rete, strumenti digitali (tablet) e applicativi pensati per il mondo dell’istruzione.

Il prodotto finale che gli studenti realizzarono fu un iBook multimediale (immagini, video, immagini in realtà aumentata), con articoli e schede di approfondimento (analisi, descrizioni, risultati di ricerche ecc.) intorno ad alcuni temi-chiave della società e della cultura dell’età feudale. Il tutto corredato da un ricco apparato multimediale, appunto.

Il modello redazionale a cui alla fine gli studenti si ispirarono per il loro lavoro era più che il modello-libro (cui pure li vincolava il programma autorale iBook Author), quello di una rivista di divulgazione storica. Insomma, gli studenti dovettero pensare al loro lavoro come a una raccolta di articoli e schede per un numero monografico di una rivista storica divulgativa.

Il Metodo e gli Obiettivi

L’approccio principale al quale il nostro lavoro si ispirò è quello della didattica socio-costruttivista, basata su un apprendimento in azione/situazione, nel quale l’alunno correttamente stimolato, apprende al fine di far fronte ad un compito significativo e sfidante. Le conoscenze sono così costruite in condivisione nell’ambiente di apprendimento attraverso il confronto con i pari e con l’insegnante.

Si spera, in questo modo, di evitare l’accumulazione giustapposta e passiva delle conoscenze, poiché ogni alunno “mette mano” al proprio bagaglio di conoscenze e lo integra e modifica con strategie condivise dai suoi pari; ciò permette di creare connessioni tra le conoscenze pregresse e le nuove.

La suddivisione in gruppi di lavoro permette l’inclusione di tutti, dal momento che si possono assegnare diversi ruoli operativi adattabili ai diversi livelli cognitivi. Al termine dell’attività, il sapere elaborato dai singoli gruppi può essere fruibile nella sua totalità dall’intera classe.

Un Bilancio

Il risultato che qui presento è certamente non privo di difetti. Non tutti i lavori prodotti dagli studenti sono dello stesso livello di approfondimento e di ricchezza informativa. Se teniamo, però, conto che gli studenti si cimentavano per la prima volta con un compito di questo tipo e di questo impegno e che non erano abituati al lavoro cooperativo e di gruppo se non per lavori sporadici ed isolati; se teniamo conto del fatto che non erano abituati a usare la Rete per compiti di ricerca e di studio; se teniamo nel dovuto conto che i ragazzi non avevano esperienza di ricerca, analisi e scrittura saggistica, allora non possiamo che essere soddisfatti del lavoro fatto e del prodotto realizzato.

Alcuni lavori, d’altra parte, sono originali e hanno richiesto notevole impegno in termini di tempo, di studio, di analisi e, anche, di rielaborazione delle informazioni da parte degli studenti; studenti che hanno lavorato con impegno, anche al di fuori dell’orario scolastico e in piena autonomia.

Il Link

Chi volesse vedere il risultato, può scaricare l’iBook (o per chi non avesse un Mac o un IOS c’è la versione in pdf, purtroppo non navigabile) a questo indirizzo:

https://1drv.ms/u/s!AmPwpv0PtfbLeon14QsKd8_45e4

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