L’emergenza Logica

A scuola la Logica non si insegna e non si studia!

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:LOGIC.jpg

… la logica… non garantisce che si farà un buon uso del ragionamento, però senza di essa sarà difficile farlo.

P. Odifreddi

Era il 2004, in un articolo su Il Sole 24 ore E. Bencivenga sosteneva che esiste “un’emergenza logica” in Italia, emergenza il cui sintomo era sicuramente dato, fra altre cose, dall’impoverimento via via più massiccio del dibattito pubblico.

Aveva ragione allora e ce l’ha, forse ancora di più, adesso. Basta guardare a certi dibattiti televisivi in cui i nostri politici si cimentano nell’arte di dire vacuità e di darsi sulla voce, senza un minimo di interesse per i dati oggettivi, o per un onesto confronto di idee; oppure al livello del dibattito che si svolge sui giornali e sui Social sui temi caldi della politica, dell’immigrazione, ecc., in cui, sempre di più, le reazioni puramente emotive, i pregiudizi, gli stereotipi la fanno da padrone, togliendo spazio a qualsiasi sforzo di portare il dibattito sul terreno della razionalità e dei fatti, per non parlare della comprensione delle ragioni dell’altro.

Ma la cosa grave è che non è solo la casalinga di Voghera, di echiana memoria, a ragionare con difficoltà, spesso sono uomini politici di spicco.

“Che l’approdo massiccio di persone provenienti da Paesi africani nei quali alcune malattie debellate da tempo secondo l’OMS a livello europeo, si stiano rimanifestando in maniera rilevante in Italia, è più che un sospetto e forse anche per questo il Ministero della sanità è corso ai ripari con l’obbligo delle plurime vaccinazioni a scuola. Ma che a Brescia sia morta di malaria celebrale, cioè la più grave in assoluto, una bambina di 4 anni ricoverata all’ospedale Santa Chiara di Trento nella mia regione, che non è mai stata in villeggiatura all’estero in zone a rischio contagio ma solo nella vicina Bibione, è sconcertante, spaventoso e lancia un ulteriore allarme sociale che spero non rimarrà sotto silenzio del governo. Pronta … una mia interrogazione al Ministro della sanità per capire come sia potuto avvenire il contagio della bambina se non per mezzo di una zanzara evidentemente approdata in Italia attraverso i milioni di sbarchi degli ultimi mesi, considerando che le specie nocive sono tradizionali solo dell’Africa Sub-Sahariana, dell’Asia o dei paesi più sperduti dell’America centro meridionale. Mi chiedo cosa faranno ministero della sanità e uffici di igiene pubblica per comprendere come prevenire probabili ulteriori contagi e se intende procedere alla immediata disinfestazione di ospedali, pronto soccorso, strade, paludi, zone a rischio in generale e cosa si sta facendo per accertare che gli approdi da Paesi terzi non siano potenziali vettori di malattie mortali per la nostra gente”.

Presumo si tratti di un comunicato stampa, scritto in un italiano discutibile e, tuttavia, non è su questo che vorrei soffermarmi. Il testo collega l’obbligo delle plurime vaccinazioni a scuola con l’afflusso di migranti, cosa che a me non risulta, ma, naturalmente, mi posso sbagliare. Procedendo nella lettura del comunicato, il politico annuncia che farà un’interrogazione parlamentare per “capire” la causa del contagio, di cui, in realtà, ha già la spiegazione: la causa è una zanzara “approdata” (!!!!) in Italia “attraverso (!!!) i “milioni” (!!!???) di sbarchi degli ultimi mesi”. Per non parlare della proposta di “procedere alla immediata disinfestazione di ospedali, pronto soccorso, strade, paludi, zone a rischio in generale” e di accertarsi “che gli approdi (sic) da Paesi terzi non siano potenziali vettori di malattie mortali”. Come un “approdo” possa essere un “vettore” di contagio, è un mistero glorioso!

***

Di dati sparati a caso, parole insensate, di incuranza o ignoranza delle più semplici correlazioni di causa-effetto, pur di confermare i propri pregiudizi o alimentare false credenze e paure, sono pieni i social.

Il meccanismo di base con cui ci forniamo le opinioni in argomenti sui quali non abbiamo una conoscenza specialistica è quello di riportare il giudizio dal tema in oggetto su un terreno/argomento su cui è più facile per noi farci un’opinione o dare un giudizio (è un bias della mente, come ci insegna D. Kahneman [Pensieri lenti e veloci, Mondadori, 2012]); o è quello di affidarci ad altri: lo facciamo per pigrizia mentale o lo facciamo per ragioni di tempo. Non possiamo fermarci per approfondire ogni notizia o fatto che ci viene raccontato; ed anche se lo facessimo, in molti casi, non avremmo il background di conoscenze necessarie per comprendere in modo adeguato i fatti.

Ma chi sono questi altri di cui ci fidiamo? Il più delle volte, quelli di cui ci fidiamo sono quelli con cui condividiamo idiosincrasie, ideologie, pregiudizi e stereotipi: il giornale o il giornalista di riferimento; il politico del mio partito di riferimento …. (che diventano l’autorità che ci rassicura: l’ha detto Tizio, la notizia è riportata dal Corriere ecc.). Ci sono cascato anch’io con la notizia riportata da Repubblica, delle bocciature eliminate per decreto. Avevo manifestato la mia reazione negativa su Facebook, non tanto per la questione Bocciature si o no, ma per il fatto che nell’articolo si metteva in correlazione l’eliminazione delle bocciature con il problema della dispersione scolastica, e mi sembrava di voler nascondere la polvere sotto il tappeto (ringrazio anzi Mila spicola e Antonio Fini, i cui interventi su Medium mi hanno risvegliato dal mio “sonno dogmatico”).

E’ che siamo prontissimi a dare per credibili o assodate tutte quelle informazioni che si accordano con i nostri pregiudizi, con gli stereotipi, con le nostre opinioni di partenza; mentre siamo sempre pronti a diffidare di quelle informazioni che contrastano in qualche modo con quelle; così come diffidiamo delle persone che sappiamo già avere idee diverse dalle nostre o che rientrano in una certa categoria di persone inaffidabili per definizione (le categorie mutano per ciascun gruppo di persone: i politici, le istituzioni, i fascisti, i comunisti, gli ebrei etc.).

Il meccanismo mentale di chi presume di essere nel vero è che chi dice il contrario è stupido e non capisce, o si lascia trascinare dalle emozioni (l’arrabbiato o il tenerone!), o è stato manipolato, o mente consapevolmente (perchè è un venduto, un traditore, membro di una cospirazione …). La forza della convinzione di essere nel giusto ci rende ostili, aggressivi, poco disponibili al dialogo (che richiede apertura mentale e disponibilità ad essere convinto dai buoni argomenti dell’altro), refrattari ai ragionamenti e ai buoni argomenti di chi non la pensa come noi.

Ma certo la scuola dovrebbe fare il suo. L’abitudine a chiedere opinioni soggettive invece che argomentazioni ben fondate e documentate, come si fa con i temi di italiano, è poco formativo. L’educazione alla tolleranza va bene, ma non deve essere scambiata con l’idea che tutte le opinioni siano sostenibili allo stesso modo o siano vere per chi le crede. La verità non è questione di gusto! E, anche quando la verità non è raggiungibile, occorre quanto meno fare uno sforzo per ricercarla.

Non è un problema di “tolleranza”, ma di “razionalità” e la Razionalità ha sempre a che fare l’atteggiamento critico.

Chi è formato al pensiero critico sa che le nostre opinioni e credenze possono essere false, per quanto ci piacciano o per quanta fede possiamo avere in esse. E’ consapevole che dobbiamo avere cura dei dati, delle informazioni che costituiscono la base dei nostri ragionamenti. Comprendere che anche quando i fatti fossero veri, è sempre possibile trarne le conclusioni sbagliate, perchè possiamo fare errori di ragionamento o cadere in una qualche fallacia. E qui veramente la carenza di “Logica” si fa sentire.

Se il problema è, come pensava K. Popper, non il perché crediamo ciò che crediamo, nè come siamo arrivati a crederlo, quanto piuttosto come lo mettiamo alla prova (accettando la possibilià di avere sbagliato e di dover quindi cambiare opinione), allora dobbiamo essere addestrati a farlo, e questo a scuola spesso non si fa, se non in modo episodico e, spesso (duole dirlo) in modo improvvisato.

Anche se il vecchio adagio “Chi sa fa, chi non sa insegna!” è una provocazione dei non insegnanti, è pure vero che per insegnare a ragionare in modo decente (e questo dovrebbe essere il compito di tutte le discipline, scientifiche e umanistiche) occorrerebbe sapere qualcosa di Logica (non parlo di logica matematica o formale) e teoria dell’argomentazione, ma quanti di noi hanno nel proprio percorso di studi un corso di logica o teoria dell’argomentazione? Basta girovagare un po’ per la Rete e si trovano testi o video lezioni sul testo argomentativo con approssimazioni e inesattezze.

Un apprendimento mirato

Occorre essere chiari: senza queste conoscenze logiche e retoriche non si può insegnare a pensare criticamente. E queste conoscenze possono essere acquisite solo attraverso un apprendimento mirato e indipendente rispetto alle discipline! Anche se poi le conoscenze e le procedure possono e debbono essere applicate anche nelle discipline.

Tutte le discipline dovrebbero spingere al pensiero critico, attraverso l’argomentazione specifica dei loro diversi campi di insegnamento (l’argomentazione matematica, l’argomentazione scientifica, l’argomentazione filosofica, l’argomentazione giuridica, l’argomentazione delle scienze sperimentali, ecc.). Ma non è attraverso le discipline che si matura un pensiero critico, se non è accompagnato da un insegnamento mirato e consapevole.


Qualche anno fa, mi è capitato di tenere un corso di formazione sull’analisi argomentativa a docenti di lettere, di matematica e (udite, udite!) di filosofia, validi e competenti colleghi nelle loro discipline, ma che non riuscivano a fare l’analisi argomentativa di un testo di media complessità o a riconoscere i semplici schemi logici e argomentativi usati nel testo. E’ che non si può sapere ciò che non si è studiato, e a scuola la Logica non si insegna e non si studia!

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: